FRANCESCA

 
 
  FRANCESCA……
 
 
 
 Torno a Firenze dopo tanto tempo, e alla stazione trovo te ad accogliermi, FRANCESCA.
 
Vi vedo da lontano, tu e Diego….tu con la solita frangetta nera, gli occhi un pò obliqui, affannata, ariosa e sorridente, il mio Diego dalla pelle scura bellissima, con un panama in testa.
Anche la mia pelle è scura, ma solo perchè io faccio l’amore con il sole….
Diego non ne ha certamente bisogno.
 
Faccio uno slalom per schivare le adulazioni di una postulante, poi sul taxi inizia un chiacchierìo fitto fitto alternato a flash di immagini armoniose che mi entrano dal finestrino…..La plasticità
dei palazzi, i colori caldi, le strade lastricate di pietra, tutto è così composto e gentile.
E il tuo idioma elegante ed essenziale, quell’accento toscano che canta tra le sillabe, quando mi parli del talento eccezionale di Diego, e del dolore che dentro di te percorre come un brivido una ferita non ancora rimarginata……
 
Ti prendo le mani Francesca, e senza guardarti negli occhi sento i tuoi occhi dentro di me.
 
 
Infine la tua casa.
Dio ! Che cosa è la tua casa…E’ come un discorso che non finisce mai e che non si sa come è cominciato.
Soffitti altissimi, nicchie, gradini, scaffalature sature di libri antichi… E’ come te la tua casa, chi ha paura del vuoto sa dove aggrapparsi.
 
Francesca fatta di aria colorata, densa, variegata e accomodante, luminosa come l’arcobaleno.
Ohhh mi piacerebbe sai a volte essere anch’io così ! saper limare
ad arte i miei "spigoli" e volteggiare….
 
Mi porti in ogni stanza, e in ogni anfratto il tempo ha lavorato come un pittore sapiente, armonizzando le sfumature degli oggetti, della carta da parati, dei tappeti, delle lampade, dei quadri, decine e decine di quadri carichi di memoria che ricoprono interamente le pareti e che mi lasciano senza respiro.
 
Francesca al piano e Diego all’oboe che preparano il loro prossimo concerto, e io sul divano che ascolto inondata dall’ultima luce del crepuscolo.
Poi, quando avanzano le tenebre, Diego che mi siede vicino e che mi chiede tante cose.
Per un attimo chissà perchè rivedo suo padre, quando tanti anni prima camminava accanto a me per le strade di Firenze, e poi si fermava di colpo, mi sollevava i capelli così scuri e così lunghi, e mi baciava dietro la nuca.
 
Diego e Francesca che suonano, poi Diego che mi chiede di cantare e mi accompagna al piano, infine Diego e Francesca che mi mettono in mano una chitarra come compagna dei miei canti…
 
 
E’ notte, e una brezza leggera anima le tende della stanza dove sto cercando di dormire.
Aspiro gli odori che entrano e raccolgo le braccia dietro la testa….
gelsomini, sandalo e rose, profumo di pietre cotte dal sole e di rosmarino….
Ti sognerò stanotte Francesca, e ci diremo in sogno tutto quello che non siamo riuscite a dirci, tutto ciò che non abbiamo fatto in tempo a finire di dirci…..
 
Quante volte nella vita è mancato il tempo…..
 
 
 
 
 
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WOWWW !!!! L’ ELEGANZA !!!

            
 
                        EVVIVA  I  CAMBIAMENTI !!!!
 
 
 
 
 
   L’  ELEGANZA  NON  E’  UN ‘ESERCITAZIONE  FORMALE,
 
   NON  E’  UN  DETTATO  ESTETICO !
 
   L’  ELEGANZA  E’  UNA  FORMA  MENTALE,
 
  UN  MOTO  DELL’  ANIMA,
 
  UNA  COERENZA  DI  STILE
 
  UN  ECCESSO  DI  PERSONALITA’.
 
   LA  PERSONALITA’  NON  E’  MAI  TROPPA,  C’E’  TANTA  GENTE
 
  IN  GIRO  CHE  NON  CE  L’HA  AFFATTO.
 
  BENVENUTI  NELLA  MIA  NUOVA  CASA !!!

  VI  PIACE ???

 
  COME  TUTTE  LE  COSE  PUO’  PIACERE  O  NON  PIACERE,
 
  MA  IO  NON  MI  SENTIVO  PIU’  A  MIO  AGIO  NELLA  "CASA" 
 
  PRECEDENTE…..
 
  HO  CERCATO  DI  ARMONIZZARE  TRA  DI  LORO  I  MIEI  COLORI
 
  PERSONALI , SEGUENDO  UNA  ISPIRAZIONE……..
 
  VEDREMO……
 
   ASPETTO  I  VOSTRI  COMMENTI.
 
  Vi  vvvvvvvvvvvvvvvvv
 
 

L’ IMPREVEDIBILE

 
 
     
  
 
  L  ‘IMPREVEDIBILE
 
Ti ho dato appuntamento per martedì sulla spiaggia libera di Ostia,
quella dopo il pontile,  alle sette di sera, quando non c’è più nessuno e l’ultimo pezzetto di fuoco si immerge all’orizzonte nel mare.
 
Io ogni tanto ci vado da sola a guardare il tramonto e a mettere ordine nei pensieri, così tu hai insistito per vedermi lì, come se volessi condividere a tutti i costi con me, la suggestione di un momento di intimità.
 
A volte il mio spirito libertario risulta spigoloso, mi piace dispensare con generosità sensazioni e atmosfere, ma non debbo essere spinta a farlo, così sarò lì in anticipo, per assaporare
un pò di solitudine.
 
Ti vedrò arrivare da lontano, e non so cosa succederà….Chissà se la magìa del fuoco e del vento mi renderanno loquace, o se comunque sarò in grado di trasmettere ciò che sento?
E tu? sarai capace di spogliarti di tutto e di tirar fuori momenti di autenticità ???
 
 
 
  L ‘ IMPREVEDIBILE
 
Qualche mese fa ho sentito il bisogno imprevedibile di fare qualcosa che mortificasse l’orgoglio.
 
Così, sono andata alla Scala Santa, e ho cominciato a salire in ginocchio gradino per gradino fino alla sommità.
Siccome non sono capace di pregare, l’ho fatto a modo mio, e mentre mi arrampicavo genuflessa su quella scala, pensavo intensamente a me stessa come….
alla virgola di una frase, o alla foglia di un ramo, o alla lacrima di un pianto, o alla pietra di un gradino… E il malessere fisico si sommava al disagio volontario dell’umiliazione, che mi apriva però prospettive nuove.
 
Perchè???
Perchè un’agnostica come me, che non è riuscita a trovare Dio, ha sentito il bisogno di mortificare l’orgoglio??
E perchè in quella forma?
 
Non avevo sempre pensato che è l’orgoglio a renderci consapevoli della nostra individualità ?
Cosa  RESTA  se lo vanifichiamo?
 
Penso spesso a tutto questo ultimamente……
 
Forse  RESTA  un percorso verso la luce……Forse l’orgoglio ridimensionato ci apre la strada verso i "perchè", verso i dubbi che nutrono la nostra evoluzione,verso la speranza, ed è a questo che tendiamo……
 E’ questa ribellione che ci restituisce il senso della nostra limitata umanità….
 Chissà?
 
V vvvvvvvvvvvvvvvv