NAUFRAGIO

 
 
  Ho deciso di inserire in questo blog il mio ultimo racconto "NAUFRAGIO".
Ha un’ambientazione arcaica…i personaggi intagliati nella pietra con l’accetta, è fatto di passioni sorde e inespresse e di rancori
tenaci…ma anche di speranze irreali e di violenti risvegli…
Buona lettura.
 
 
   NAUFRAGIO
 
 
Si chiamava Pietro, e neanche a farlo apposta era un pescatore.
Il volto cotto dal sole del profondo sud, le mani forti e screpolate
come la roccia delle scogliere che circondavano il villaggio ionico in cui era nato più di 40 prima.
Non si era quasi mai allontanato,durante tutta la sua vita,da quel villaggio incastonato tra gli scogli, all’interno di un’insenatura in cui era stato costruito un porticciolo.
Le case avevano facciate dipinte di ocra, rosa, giallo sole, verde mare. Le vedeva nitidamente da lontano, quando al mattino rientrava con il suo carico di pesce, dopo una faticosa nottata di lavoro.
Ad aspettare le barche c’era sempre una piccola folla di massaie che erano lì per comprare sarde e naselli, di bambini festanti, di anziani legnosi e silenziosi che rammendavano reti fumando sigari, persi dietro i loro ricordi di vecchi lupi di mare.
Se la nottata era stata burrascosa, la folla che attendeva i pescatori si allargava. C’erano le loro donne che aspettavano immobili e ansiose, in piedi, i capelli scompigliati e i volti pietrificati da antiche paure.
 
Pietro non aveva figli, era sposato da circa 15 anni con Rosalba e ancora avvertiva un tuffo al cuore quando la vedeva arrivare da lontano, con quella sua andatura languida e fiera, i capelli scuri raccolti, gli occhi come due freccie.
Era un uomo solido e concreto, e dentro di sè provava pudore per ciò che sentiva…. per le formiche nello stomaco che si muovevano ancora ogni volta che la guardava, che la toccava.
In lei invece, la sterilità aveva giocato un ruolo forte…Un sordo rancore verso la vita la sommergeva, una chiusura austera, che spesso feriva la virilità di lui.
 
Quella notte il vento era diventato cattivo, il peschereccio si era inclinato pericolosamente più volte, mentre le reti sfuggivano al controllo di Pietro e dei suoi compagni.
Ogni volta le recuperavano schivando le ondate sopra di loro, urlando ordini che si perdevano nell’aria,sovrastati dall’ululare del vento.
Poi, un’ondata più potente delle altre si squassò tra di loro, il legno scricchiolò,l’acqua ribollì spumeggiando e sommergendoli.
E fu un vortice infinito in cui aria e acqua, cielo e mare si mescolavano tra di loro, poi, più nulla.
Chi può dire quale è la misura del tempo quando tra passato e presente c’è un vuoto infinito?
 
 Pietro si svegliò dolorante e ammaccato, all’interno di una grotta semi-sommersa.
Erano passate solo poche ore? Forse giorni,chissà. Il suo orologio era rotto e le tasche vuote, ma a parte l’emicrania, i lividi e lo stomaco sottosopra, non aveva niente di grave.
A poco a poco mise a fuoco la situazione, cercò di stabilire dove fosse.
A circa 50 KM dal suo villaggio,gli sembrò di capire, in una parte quasi inaccessibile della scogliera. Decise di riprendere le forze riposandosi e nutrendosi di frutti di mare che apriva con una scheggia di roccia. Scovò un rigagnolo di acqua dolce per dissetarsi su una parete alta della roccia, e dopo un paio di giorni si sentì pronto per affrontare una lunga nuotata che lo avrebbe portato in un luogo abitato.
Così fece.
 
Sulla strada provinciale del villaggio più vicino fece autostop.Era estate, e la gente non ci faceva troppo caso ai tipi un pò originali che giravano scalzi per la scogliera. Erano passati 4 giorni dal naufragio e lui moriva dalla voglia di rivedere al più presto Rosalba, di farle una sorpresa, di rivedere il suo villaggio, avere notizie dei suoi amici.
 
Si fece lasciare ai margini del paese,e intraprese un viottolo di terra tra le ginestre, che portava direttamente a casa sua.
Tutto era silenzioso, era mezzogiorno,le donne affaccendate nelle cucine, i vecchi al porto, i bimbi ancora in spiaggia, gli uomini al lavoro.
Pietro arrancò sulla soglia aperta che dava nell’ampia cucina,preparandosi alle emozioni che stava per vivere.
La cucina era vuota e il fuoco spento,ma gli arrivavano voci femminili sommesse e gorgoglìi di risate (che morivano in gola).
 
 
 
 
 
Provenivano dalla loro stanza, Rosalba era sicuramente con un’amica a provarsi degli abiti,pensò. e non fece in tempo a meravigliarsi di tanta allegria, perchè entrando ebbe un colpo al cuore.
 
Rosalba e Laura, discinte, ebbre e imbellettate, erano in terra a fare a pezzi i suoi abiti, le sue foto, tutto ciò che rimaneva di lui.
 
 
 
 
 "ecco fatto…non voglio rovinare l’atmosfera….ma ho bruciato un’altra macchinetta del caffè….quasi ogni volta che mi perdo a scrivere, dimentico di avere il caffè sul fuoco…e non solo…."
 
 
 
 
 
Annunci

BUON COMPLEANNO !

 
 
   " Corre il fiume,scorre verso il mare,e il mio pensiero ti viene a cercare. E ti sussurra ad ogni alito di vento.auguri per questo giorno ed altri cento. A te che sei oggi, la sola festeggiata,a te che sei e sarai la mia amica adorata.
 BUON  COMPLEANNO !!!"
 
  ANONIMO
 
 
 GRAZIE !! Il 28 marzo quest’anno è arrivato in anticipo! L’avevo detto io che questo è un anno speciale. Sono commossa, tanti fiori,tanti regalini, messaggi, telefonate,letterine…
Ieri pomeriggio a lezione era stato letto e commentato il mio ultimo racconto " NAUFRAGIO".
Poi siamo venuti tutti quì da me, eravamo in nove,
tutti i miei amici di Scrittura Creativa,abbiamo mangiato e brindato per il mio compleanno, e per quello di Cristina che sarà il 30.
Poi Veronica mi ha chiesto di leggere ad alta voce due suoi racconti bellissimi…e io mi sono commossa.
Persino Birba vedendo i regali dei miei amici ,si è sentita in dovere di farmene uno….
E’ andata in terrazzo,ed è tornata con un lucertolone tra le zanne che ha depositato sul mio letto!!!
Beh, debbo dire che è rimasta veramente delusa dalla mia reazione….Si è offesa perchè il suo era stato l’unico regalo che non avevo gradito, ed ha passato il resto della serata sotto il tavolo della cucina a meditare, si vedevano solo i suoi occhi fosforescenti…
Quanto al povero lucertolone..(ovvero a ciò che rimaneva di lui) Paolo si è generosamente offerto di riportarlo in terrazzo sperando in una miracolosa spontanea rianimazione.
 
Oggi mi aggiro quietamente per la casa ,abitata dagli aromi dei fiori mescolati assieme : rose, iris,gigli, ginestre….non c’è niente di più bello degli aromi mescolati, è come provare tutti i campioncini di una profumeria…è come aspirare l’odore dei corpi fusi e innamorati, ancora ansanti e in preda al batticuore.
 
Manca qualche tocco…ma so che ciò che manca,
arriverà…Si chiama "consapevolezza".
E poi stasera mi scatenerò a ballare. Ho uno Stage di balli latinoamericani, ci andrò con Stefanella che mi aspetterà all’angolo con la sua C3 rossa.
 
Accendo la radio, e subito mi arriva la voce di James Blunt che canta "GOODBYE  MY  LOVER"…è così struggente questa canzone…non la sentivo da tanto tempo, voglio inserirne una strofa:
 
 
   GOODBYE  MY  LOVER ( James Blunt)
 
Did I disappoint you or let you down?
Should I be feeling guilty or let the judges frown?
‘Cause I saw the end before we’d begun.
Yes I saw you were blinded and I knew I had won.
So I took what’s mine by eternal right.
Took your soul out into the night,
il may be over but it won’t stop there.
I am here for you if you’d only care.
You touched my heart you touched my soul.
You changed my life and all my goals.
And love is blind and that I knew when.
My heart was blinded by you.
I’ve kissed your lips and held your head.
Shared your dreams and shared your bed.
I know you well.I know your smell.
I’ve been addicted to you.
 
GOODBYE  MY  LOVER,
goodbye my friend.
You have been the one.
You have been the one for me.
GOODBYE  MY  LOVER
goodbye my friend,
you have been the one,
you have been the one for me.
 
And I stil hold your hand in mine.
In mine when I’m asleep.
And I will bare my soul in time.
When I’m kneeling at your feet.
GOODBYE  MY  LOVER
goodbye my friend.
You have been the one.
You have been the one for me.
 
I’m so hollow, baby, I’m so hollow.
I’m so,I’m so, I’m so hollow.
I’m so,I’m so,I’m so hollow.
………………………………………………..
……………………………………
……………………
 
 
 
 

ANCORA LEI…ROSA….

 
 
 
   …."… Di  tremare come  foglie  e  poi, di  cadere
          al  tappeto…."
 
 
 
  Sì, stanotte l’avevo sognata, sorridente, trasgressiva, vestita di fiori…..di abiti leggeri pieni
  di fiori, senza età, senza memoria, senza direzione.
 
Il vento le danzava attorno e trasportava fino a me l’aroma di mimosa dei suoi capelli scuri, le sollevava le vesti, le faceva gorgogliare in gola un riso di filigrana.
 
Appena sveglia sono corsa in terrazza a piedi nudi per cercarla, per cogliere una rosa rossa da mettere sul vassoio …. Ma c’erano solo boccioli, gonfi e serrati, pieni di linfa come le speranze, come i sogni che intravedi in forma liquida e non riesci a ricordare.
E’ ancora presto, lascerò i boccioli sui rami, e frenerò per un pò i desideri.
 
Di nuovo LEI….un’altra primavera…..ROSA, piena di luce e ombrosa.
 
Sei tornata Rosa ad illuminarmi dentro e a parlarmi senza parlare….e ti ho fatta sedere accanto a me e ti ho preso le mani, come per volerti rubare dei segreti lontani, come per volerti assorbire, come se tu fossi inchiostro, sangue, linfa vitale…..
 
Chiudo gli occhi e ti stringo le mani, e i pensieri volano nel vento, tanti flash che mi accecano, mi tolgono il respiro, mi incendiano , mi scatenano emozioni….
 
Ancora  LEI…  ROSA….un’altra primavera….
 
 
 
 
  "…Tutti abbiamo incontrato lo sguardo di qualcuno e sentito una specie di "riconoscimento" che avrebbe potuto essere l’inizio di un’amicizia.
 Ma poi le luci cambiano, il treno parte, la folla fa ressa tutt’intorno…..e non sapremo mai…."
Pam  Brown
 
 

CONSAPEVOLEZZA

 
 
 
   LA  CONSAPEVOLEZZA  E’  LUCE.
 
   E’  PRESENZA  NEL  PRESENTE.
 
 
 
   Ho dimenticato di dire che è il modo più maturo di affrontare la vita….ma che importa…
 
Quello che importa è…. che sono ancora quì,
 
…..che quando alle sei di sera vedo ancora e nuovamente,la luce che domina l’aria, mi nasce un sorriso larghissimo !!!
 
 
 
Quando sono partita dieci giorni fa, non ho fatto altro che piangere tutto il giorno…..Angela mi diceva " Divertiti! Leggerezza Vivi, leggerezza!!" e io rispondevo " Certo,
leggerezza! Mi divertirò !" e intanto piangevo come una fontana….Laura all’areoporto mi diceva "Non sei contenta di partire?" e io rispondevo " Contentissima!" e intanto piangevo…
Sull’aereo i due uomini accanto a me, cercavano goffamente di consolarmi come potevano…e io rispondevo " Non è niente, grazie…" e continuavo a soffocare i singhiozzi e a piangere…La  Hostess era desolata….non sapeva più che fare, e io continuavo a lacrimare…e non sapevo esattamente perchè.
Poi, all’arrivo a Parigi, di colpo è passato tutto …come se si fosse trattato di una indisposizione temporanea….come un mal di mare che finisce quando si tocca terra.
 
Allora ho capito che era "IL  VIAGGIO" come concetto, ad attirare l’attenzione dentro di me,e a far scattare il campanello d’allarme delle lacrime….Il viaggio inteso come  transizione,  passaggio, andare oltre…. distacco più o meno doloroso… cambiamento che strappa qualcosa dentro…qualcosa che non si può più riparare …da cui non si può più tornare indietro…
 
 
Nei giorni seguenti infatti, nessuna traccia di malessere, e tutto si è svolto secondo le previsioni.
 
Ma ora eccomi quì di nuovo…. piena d’amore e di gioia silenziosa..ho ripreso tutto in mano, e ho tanti progetti.
 
 E poi ho un anniversario da festeggiare…No..non il mio compleanno..per quello dovrò aspettare il 28 marzo…no, domani è semplicemente un anno da quando ho aperto questo blog.
Il mio blog "storico" compie un anno, e sono felice di aver intrapreso questa bella esperienza…di aver riscoperto attraverso tante riflessioni ,dei percorsi di vita importanti…di aver ritrovato tanti amici…e di averne anche trovato di nuovi!!! Come te , Angela !!!
 
 
L’ultimo colpo di coda dell’inverno si fa sentire…pioggia, ancora pioggia, freddo e vento….ma la natura non riesce più a trattenere la sua esplosione di entusiasmo,e mille germogli
prorompenti si impongono…
 
 
 
  "…Taci.
Su le soglie del bosco non odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane.
Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici arse, piove sui pini scagliosi ed irti, piove sui mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, su i ginepri folti di coccole aulenti, piove sui nostri volti silvani, piove su le nostre mani ignude, su i nostri vestimenti leggeri, su i freschi pensieri che l’anima schiude novella, su la favola bella che ieri ti illuse, che oggi mi illude, o Ermione……
 
E immensi noi siam nello spirito silvestre d’arborea vita viventi; e il tuo volto ebbro è molle di pioggia come una foglia, e le tue chiome auliscono come le chiare ginestre, o creatura terrestre che hai nome Ermione.
Piove su le tue ciglia nere sì che par tu pianga, ma di piacere; non bianca, ma quasi fatta virente, par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca, aulente, il cuor nel petto è come pesca intatta, tra le palpebre gli occhi son come polle tra l’erbe,
i denti negli alveoli son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta or congiunti or disciolti ( e il verde vigor rude ci allaccia i malleoli, c’intrica i ginocchi) chi sa dove, chi sa dove!
E piove sui nostri volti silvani, piove su le nostre mani ignude, su i nostri vestimenti leggeri, su i freschi pensieri che l’anima schiude novella, su la favola bella che ieri mi illuse, che oggi ti illude, o Ermione. "
 
  Gabriele  D’ Annunzio