……LA LUNA……

 
 
 
 ……( TRA  ME  E  ME )…..
Io non so cosa mi stia succedendo,ma da quando ho ripreso a scrivere (e soprattutto in questi ultimi giorni) non riesco a fare altro.
Mi siedo, e le idee arrivano subito nella testa e cominciano a girare,e gli intrecci,le frasi e le parole si snodano ed emergono con naturalezza e facilità.
E’ come respirare! Oramai sto scrivendo al ritmo di due/tre racconti alla settimana, e poi ci sono anche i miei blog….
che mi impegnano su differenti aspetti della mia personalità
 e che non sono "fiction" ma riflessioni di vita vissuta.
Molti racconti li scrivo solo per me, sono strettissimamente privati,tabù per tutti gli altri….o quasi tutti.
Altri racconti non sono adatti , e poi non ho intenzione di fare di questo spazio un’esercitazione letteraria…le finalità sono ben altre.
Ne inserirò di tanto in tanto qualcuno che sia significativo nel contesto.
Come questo…che mi ha emozionato tanto pochi giorni fa, mentre lo concepivo e lo scrivevo.
 
 
                      LA   LUNA
 
 
Mi chiamo DEA e sono una gatta tigrata, una comunissima gatta tigrata, di quelle che un tempo ne trovavi a bizzeffe tra i vicoli del centro storico di Roma…e che oggi sopravvivono a malapena in qualche colonia felina a Largo Argentina o al Teatro Marcello.
 
Di solito non mi piace parlare,perchè serve a poco (a volte confonde le idee a tutti) e poi siccome sono un animale magico, mi so esprimere in altri modi.
Oggi però ho voluto fare uno sforzo, perchè non tutti sanno capire il mio linguaggio naturale, e l’amore per LEI, la mia "umana" è così forte, da farmi decidere a superare la pigrizia e il mio senso di superiorità,per raccontare questa storia.
Si dice che i gatti abbiano sette vite, e gli umani sono così scemi da credere che questo detto si riferisca alla nostra resistenza fisica alle ferite e agli stenti.
Che sciocchi, quando impareranno a penetrare nel senso delle cose! Un gatto ha sette vite soprattutto perchè si reincarna almeno sette volte dopo la morte, nel corpo di altri gatti…Il nostro spirito libertario è immenso, si nutre di curiosità e di saggezza, e noi sappiamo bene che solo l’accumularsi delle esperienze ci permette di rinascere.
 
La prima volta che l’ho incontrata (la mia "umana" dico) ero una micina spaventata e affamata all’angolo di un cortile, e lei abitava in una stanzetta buia di una casa di studenti, al pianterreno di uno stabile nel quartiere San Lorenzo.
Oh…era bellissima,così giovane e piena di vita…Io ero l’ultima nata di una cucciolata numerosa,e la mia mamma era finita sotto una macchina. I miei fratellini si erano sparpagliati,così ero rimasta sola e mi sgolavo a miagolare per cercare aiuto e commiserazione. Quando i nostri sguardi si sono incrociati,ci siamo illuminate assieme come due lampadine di un albero di Natale!
 
PUPA, mi aveva chiamata così, e ogni volta che pronunciava il mio nome io rispondevo miagolando…Oh, si sa bene che i gatti tigrati hanno un caratteraccio, ma mi scioglievo d’amore per lei, e qualche volta riuscivo persino a dimostrarglielo.
Le portavo i miei cuccioli nel letto uno ad uno per regalare a tutti un pò di tepore, quel tepore che durante le notti d’inverno nella nostra cuccia mancava. Era il massimo della fiducia e dell’amore, e lei mi ripagava in mille modi.
La mia vita finì, così dopo un tempo indefinito mi reincarnai in una nuova gattina tigrata, e feci in modo di cercarla.
Sì, era lei la mia "umana" e io non avevo finito di trasmetterle tutte
 le cose che dovevo. Questa volta mi trovò semi-affogata in una
 pozzanghera d’acqua piovana, io mi ero allontanata durante un temporale e avevo perso la mamma.
Erano passati tanti anni ma lei era sempre bella,una giovane donna rapida e lieve come un mulinello. Come mi mancavano i suoi slanci e le coccole tenere che sapeva fare!  Mi chiamo MILU’, io adoravo
 i nomi brevi e perentori che sapeva darmi.
Passarono così altri quindici anni e questa volta la fine della mia vita fu molto dolorosa per entrambe….
Così passò un pò di tempo che impiegai vagando nell’etere a riflettere, prima di reincarnarmi di di nuovo e di cercarla.
Questa volta lei era diventata una donna manager impegnatissima,
 ma quando la rividi ebbi un tuffo al cuore…Il sorriso era sempre lo stesso e l’amore per me non si era spento.
Mi trovò all’angolo della strada del suo ufficio, io ero semi-assiderata dal freddo pungente di un gennaio cosparso da raffiche di vento e scrosci di pioggia.
Ero sempre io, piccola, tigrata, tremante e spaventata, e questa volta mi chiamò DEA, mi portò sempre con sè in giro per il mondo
 e io stavo bene ovunque lei fosse, lei e la sua vita solitaria.
 
Sono passati tanti anni da allora,e ora sono quì, distesa sul pavimento del terrazzo della sua casa, nella nostra città, sotto un plenilunio che mi calma e che mi ispira.
 Lei, questa volta è lei ad essere arrivata alla fine della sua vita…E poco importa se è ancora bellissima, giovane dentro, disperata…
Un male oscuro la sta consumando giorno dopo giorno, perde le forze e affonda.
 
Noi gatti non sappiamo piangere come gli umani, perchè una saggezza antica ci spinge a rinchiudere la nostra tristezza dentro e ad allontanare i ricordi. Ma a volte succede che la stessa saggezza quando siamo addolorati , ci fa ritrovare punti di contatto vitali con le forze della natura, che sono così misteriose.
E così me ne sto quì a guardare la luna cercando un aiuto lontano. Bagnata dal chiaro di luna, non sono che una vecchia gatta stanca che non ha ancora finito il suo percorso, che non ha portato a termine ciò che doveva e che sta perdendo una ragione di vita.
 
Mi hanno fatto uscire dalla sua stanza, c’è il medico, l’infermiera che corre trafelata da un capo all’altro della casa, e alcuni parenti.
La sua ora è arrivata.
 
E la luna mi parla all’improvviso, la sento vibrare sopra di me, è diventata più grande e più luminosa…
" Non essere triste DEA, il tuo cammino non è finito, e dopo di questa avrai ancora altre vite. Ma non sarai mai sola!
Quando sentirai il tuo piccolissimo grande cuore che si contrae per la malinconia guarda in alto ! Cercami !
Sarò sempre con te e sentirai la mia carezza come quel giorno di gennaio che ti ho raccolta. Ricordi?.".
 
 
 
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….UN ORECCHINO….

 
 
   " L”AMORE  E  IL  FUOCO
 La lontananza fa all’amore quello che il vento fa al fuoco:
spegne  il  piccolo, scatena  il  grande…"
 
 
 
 
           UN  ORECCHINO ( racconto breve di  VIVI )
 
 
 
" Una cupa mattinata invernale, dal cielo incerto coperto di nuvoloni neri tra i quali si fa spazio a tratti un raggio di sole isolato, subito messo a tacere.
Le aiuole della stazione sono ricoperte di brina, e Andrea rabbrividisce stringendosi addosso la coperta in compagnia della quale ha passato la notte.
 
Così lo vedono gli altri, un barbone qualunque,jeans sdruciti,
scarpe rotte,capelli grigi scompigliati,occhi gonfi e mani tremanti.
 
Si è appena svegliato,e dalla caffetteria dell’angolo arriva invitante l’aroma del caffè caldo e dei cornetti appena sfornati.
Accanto a lui,addossato al muretto laterale della stazione,Leo (il bastardino con cui divide la vita) guaisce.
Fame? Sete? Bisogno di carezze? Di un divano caldo e morbido? Tutti desideri che non si realizzeranno, non ora almeno….desideri che fanno parte dei sogni e di ricordi lontani,
"Coraggio Leo! Fra poco arriva la prima ondata, quella delle sette.
Scendono come bisonti in fuga dalla Metro,e si sparpagliano fuori per correre al lavoro. Tra di loro ci sarà senz’altro qualcuno che ci lascerà una monetina per sopravvivere."
 
Leo spalanca gli occhi tristi e disincantati e annusa il terreno circostante, alla ricerca di ciò che sa già che non troverà.
 E Andrea riprende a sognare ad occhi aperti, ma che differenza fa?
Ha la bocca impastata…..Il vino scadente che ha bevuto la sera prima fa sentire i suoi effetti devastanti, le tempie che pulsano, lo stomaco sottosopra, la voglia di sparire…nella testa.
 
Eppure,prima che diventasse una larva umana era stato un uomo
 brillante,bello,intelligente…
ma quella sua maledetta fragilità, così nascosta e così presente, quelle sue paure devastanti,gli avevano fatto perdere tutto.
Solo il vino e la sua ebbrezza riescono momentaneamente a scaldarlo e a dargli per poche ore quel senso di onnipotenza e di felicità….Ma il giorno dopo è uno straccio….di quelli che si raccolgono a malapena con due dita e che si gettano nel secchio della spazzatura con sollievo.
 
LEI ci aveva provato, per anni ci aveva provato ad aiutarlo a superare le paure nascoste, a dargli sicurezza, ma lui l’aveva fatta soffrire troppo e così l’aveva perduta, e da quel momento la sua vita aveva cominciato ad affondare sempre più.
 
Quando beve, tra un sorso e l’altro ricorda tutti i particolari del volto di LEI, gli occhi viola, le ciglia lunghe, i capelli ramati.
E quel tono caldo di voce quando si chinava sulla loro bimba appena nata che dormiva…..Erano passati tanti anni, chissà che ne era oggi della loro vita.
 
Passa l’ondata delle sette, un uomo di colore, un omino triste e
la lavapiatti del ristorante di fronte gli lasciano qualche moneta con cui compra un caffè per lui e un cornetto per Leo.
Momentaneamente ristorato,Andrea torna nel suo angolo ad accovacciarsi per aspettare l’"ondata" successiva, che gli avrebbe
 portato il suo "Raggio di sole".
 
 Così la chiamava, quella bella ragazza dal sorriso immenso e dai capelli di un castano talmente caldo da sembrare cosparsi di raggi di sole.
 Arrivava con la Metro delle otto, e quando gli passava accanto per andare al lavoro lo salutava sempre e a volte, se non era in ritardo si fermava a scambiare due parole.
 E lui viveva le giornate intere in attesa di quei momenti, e il sabato e la domenica erano interminabili perchè la sua presenza gli mancava.
Sapeva poco di lei, che aveva vent’anni e che lavorava in un ufficio poco distante,
ma sapeva che la sua voce somigliava al VENTO, e che i suoi occhi non erano mai sfuggenti.
E siccome non conosceva il suo nome, per lui era diventata "Raggio di sole".
 
Eccola, nel suo cappottino viola e la sciarpa scozzese, gli si avvicina e lo saluta, e questa volta si china per accarezzare la testa di Leo.
 
 Qualcosa le cade all’improvviso e Andrea avverte il lieve rumore metallico……un orecchino, un piccolo pendente d’oro su cui è inciso un delfino guizzante.
Lo recupera e sta per restituitglielo, ma rimane con il gesto a mezz’aria, senza fiato a guardare quel piccolo oggetto, incapace di parlare…
Poi ad un tratto comprende…
"Erano di tua madre questi orecchini?"
Ad un cenno affermativo di lei, una frase gli sale nella gola ma non riesce ad uscire (… Ilaria, figlia mia !).
 
Lo fa una lacrima. "
 
 
 
 
 
 

LA CASA DEI SOGNI

 
 
   " La mia ebbrezza non è passata.
    Non posso farmela passare !
    Non debbo farmela passare !  "
 
 
Ieri andando all’Università sono passata davanti alla casa in cui ho abitato per un paio d’anni prima del matrimonio, all’angolo tra Via dei Reti e lo Scalo San Lorenzo.
Non era altro che una monocamera con cucina,un piccolo bagno e un grande terrazzo, e ci vivevo da SOLA con PUPA,
la capostipite delle mie gatte tigrate.
Io ero giovanissima e impegnatissima tra studio, lavoro,tantissimi amici e……HENRY.
 
Non stavo mai troppo tempo a guardare dentro di me, mi preoccupavo poco anche del mio aspetto fisico, ed ero poco cosciente dell’influenza che avevo sugli altri.
Camminavo dritta, e ciò che mi interessava veramente era esplorare il MONDO, andare al nocciolo delle cose, conoscere il perchè degli avvenimenti, parlare,parlare,parlare con i miei coetanei, crescere insieme confrontandoci e parlando.
 Avevo il fuoco dentro, ma lo lasciavo covare..L’
 AMICIZIA, LA  GIUSTIZIA, LA  LEALTA’,LA  REALIZZAZIONE  DI  SE  STESSI erano i valori guida.
L’amore invece era qualcosa di troppo misterioso da indagare…ci vergognavamo un pò delle nostre "debolezze" sentimentali,e non ne parlavamo quasi mai.
LA passione poi…era qualcosa di inesplorato che a volte, raramente, ci capitava per caso e si abbatteva su di noi 
come un tornado.
Sì, le scritte sui muri erano slogan politici…mai dichiarazioni d’amore !!!
 
Si parlava di noi come di una generazione trasgressiva…e invece volevamo solo che ci fosse restituita la responsabilità di vivere la nostra vita.
E naturalmente c’era l’arte, la cultura e la musica . E la musica era LUI…..le sue improvvise serenate notturne
sotto la mia finestra…Io che lo ascoltavo dietro le persiane, e poi lo facevo salire su, e continuavamo a suonare e cantare assieme, a lume di candela fino all’alba….
E poi c’erano le serate fatte di discussioni collettive, di virtuosismi chitarristici, canto e controcanto, vino rosso e tantissimi amici intorno, nella mia piccola casa viola e blu…la MIA prima casa.
Ogni oggetto, ogni colore parlava di me, di come ero, di come volevo essere..la mia casa era il mio guscio,la coperta di Linus per il grande freddo…Le generazioni precedenti erano lontane mille anni luce.
 
Avevo ridipinto tutto di viola chiaro e di blu scuro, perchè erano i colori di chi sa sognare, di chi sa creare i sogni con
 la grinta necessaria per realizzarli.
 
Perchè il futuro è una cosa così astratta se non la collochiamo nel presente!!!
E’ nel presente, solo nel PRESENTE che si fabbricano i progetti, LA  VITA  E’  NEL  PERCORSO,  NON  NELL’  ARRIVO !!! L’arrivo è narcisismo, non è amore.
Lo so bene io……
 
I miei tuffi nel passato mi ristorano.
Non sono mai "nostalgici" mi servono per capire meglio il presente,e per rischiarare la strada che ho davanti.
Un essere umano è una nullità se rinnega il passato.
Il passato ci aiuta a non ripetere gli stessi errori, ci da la misura dell’evoluzione che abbiamo avuto e di cosa dobbiamo fare per completarci.
Non dobbiamo scollegare la nostra vita dalle esperienze, dobbiamo superare paure e rimorsi e trovare il coraggio di
 guardare (senza rimpianti inutili) a ciò che è stato.
 
Chi persiste a rifugiarsi SOLO in un passato nostalgico è destinato a non essere obiettivo, ma chi impone a se stesso di chiudere gli occhi sul passato NEGA  IL  VALORE  DELLA  STORIA, perchè il nostro passato è la nostra storia personale.
Ma soprattutto occorre evitare l’errore di pensare che è solo il futuro ciò che conta.
Chi impone a se stesso di pensare SOLO al futuro RINUNCIA  A  VIVERE perchè perde il valore del presente, e la vita E’ nel presente.
 
Mi accorgo sempre più…che solo da adulti si impara ad essere giovani nel modo giusto…..
Non bisogna mai soffocare le emozioni altrimenti prima o poi saranno loro a soffocare noi…
Chi non ha memoria di un amore, non è più disposto ad innamorarsi.
 
 
  "…Caminante, no hay camino.
  Se hace camino al andar…." 
 
(( Viandante, non esiste la strada.
 La creiamo noi man mano che camminiamo…)
 
 

ARIETE 2009

 
 
 "  ARIETE :
 
 VOI  SIETE  IL  PRIMO.
 
 Non siete nati per venire dopo.
 Primeggiare non è un peccato,è necessità.
 Emergere.
 Prendere l’iniziativa.
 Per liberare lo scatto, l’istinto,
 la rapida conquista
 dell’obiettivo.
 Siete slancio, entusiasmo,
 carica vitale.
 Intelligenza rapida che  VEDE
 e non perde tempo nella tattica,
 nella sospensione.
 AVETE  BISOGNO  DI  UNA  GRANDE  PASSIONE
 e questa  TORNA a mostrarsi !
 Più chiara e luminosa, radiosa,
 sicura di se stessa. "
 
 
 
 IL  MIO  2009 !
 
Ariete , ascendente Toro ( Luna in Acquario, Plutone in Leone, Mercurio in Gemelli, Venere in Ariete, Nettuno e Giove in Bilancia, Marte e Saturno in Cancro).
 
 E’ vero,mi sta tornando permanentemente il sorriso…e poi le giornate cominciano ad allungarsi, il 2008 (anno iperdoloroso) è finito per sempre, e quindi il tempo dell’introspezione e dell’autocritica feroce si sta allontanando.Il cielo si apre sugli astri luminosi.
 
Mi diverto da morire a leggere le previsioni astrologiche per il 2009, certo, con le dovute cautele del caso (ho Mercurio in Gemelli, e quindi sono una "laica" con una intelligenza scettica e critica).
Nel 2008 sono successe delle cose nella mia vita
 che per la prima volta hanno minato alla base
addirittura l’autostima (ecco…l’ho detto).
Non porto rancore a nessuno, ma ho il DOVERE di non dimenticare il male che ho ricevuto…perchè è il solo modo per evitare che accada di nuovo.
Ma l’anno è finito per fortuna, e il 2009, sempre secondo gli astrologi, sarà per gli Arieti come me un anno SUPER !!!
 
—L ‘ AMORE  E  LA  PASSIONE saranno alle stelle. Avranno un voto di 10 su 10 per i primi dieci mesi dell’anno!! Poi occorrerà cautelarsi…e potete esser certi che lo farò.
 
— LA  SALUTE  E  LA  VITA  INTELLETTUALE avranno degli ottimi riscontri !
 
—- Il mio atteggiamento si sposterà sempre più
 DALL’ INTERNO  ALL’  ESTERNO, dall’introspezione alla estroversione.
 
 ARIETE  ascendente TORO significa "Marte e Venere che si abbracciano, la "guerra" e l’amore che si fondono, la vitalità e la dolcezza che si sposano…L’idealismo e la concretezza che si alleano.
 
 Sembra che la LUNA rappresenti il nostro modo di essere donna, la nostra parte femminile, la nostra interiorità… Nel mio caso, la LUNA  in  ACQUARIO
 vuol dire in sintesi : ANTICONFORMISMO.
 
 La mia VENERE poi, è in ARIETE… e questo vuol dire PASSIONE a tutti i livelli, anche in quello intellettuale e a maggior ragione nella vita affettiva, nell’amore e nelle amicizie.
 
MARTE e SATURNO sono dissonanti…nel segno del CANCRO… ma non sono altro che tante e tante difficoltà da affrontare, cercando di avere pazienza.
 
Infine, NETTUNO  in BILANCIA ( il misterioso, affascinante Nettuno, nel segno dell’estetica e dell’armonia) è "un bacio" sulla fronte degli artisti,
un segnale di appartenenza ad una cerchia ristretta.
 
Ora che mi sono divertita con il mio oroscopo, auguro per il 2009 a tutti coloro che mi stanno
 leggendo, tanto caldo al cuore e tante bollicine di
 champagne nella testa….Idee fertili e creative !!!!
 Da parte mia GIURO che non perderò NEANCHE  UNA occasione al volo, per essere felice !!!!
 
 
 
 "Ho brindato anche con te CARLA…Ho brindato con te quest’anno a mezzanotte del 31, ed è stato bello ritrovarti dopo tanto tempo, i tuoi occhi luminosi, il tuo apparire sobrio
 e dimesso, la vita che brulica dentro di te….
E’ stato molto più bello che condividere con un amante quegli attimi di confine…..calici alzati, osservando i riflessi di luce negli occhi e quei nodi dolorosi nelle tue mani…..
Hai fatto foto a tutti ( è il tuo mestiere) lo hai fatto con amore, e mi hai detto…tu che sai leggere nei gesti, mi hai detto "..Non tirare fuori troppo spesso la donna piena di ombre che è in te… Non ti fermerà nessuno, lo vedo…"
Vorrei che tu fossi felice, e vorrei che questo mio desiderio si realizzasse. "