… FUORI DAGLI SCHEMI…

 
 
  "… HAI  SCRITTO  QUALCOSA  CHE  VA  FUORI  DAGLI  SCHEMI.  NON  RISPETTA  I  CANONI  DEL  RACCONTO  BREVE,  E’  PIU’ CHE  ALTRO  UNA  SPECIE  DI  " PROSA  POETICA".
  MA  DEBBO  AMMETTERE….CHE  SI  PUO’  SCRIVERE  ANCHE  COSI… CERTO. "
 
 
 
 
    FUORI   DAGLI  SCHEMI
 
 
  E’ così che forse verrò  ricordata  da chi mi conosce ? 
 
 Boooh…Può darsi.
 Ma solo perchè forse è veramente così che ho sempre vissuto…Tutto fuori tempo, tutto fuori situazione…
 Magari io dentro di me l’avrei pure voluta una vita più semplificata, più standardizzata…
 
 
Le frasi che ho scritto in apertura sono di Fausto, il nostro Prof di Scrittura creativa, e si riferivano al mio ultimo racconto:
 " LA  NEVE".
 
 Sono osservazioni sensate,  però io penso anche, che ci sono degli aspetti nel racconto che vanno colti rileggendolo piu’ di una volta,
per esempio certe
 allegorie…certi simboli….
 
 Io ho scritto molti racconti, e non ne ho inserito mai nessuno in questo blog.
 Lo faccio ora, perchè è arrivato il momento di farlo.
 
 
 
 
    " LA  NEVE "
 
 
 
 
  Quella mattina Gianna si era svegliata all’improvviso colpita dall’assenza di rumori.
Sì, era caduta la neve durante la notte, e ora se ne stava con il naso schiacciato contro il vetro della finestra e gli occhi spalancati dallo stupore , mentre il suo cuore cominciava a battere forte forte.
 
Doveva condividere questa emozione con qualcuno…Era la prima volta che vedeva la neve, ed era proprio come l’aveva immaginata tante volte quando la maestra spiegava certi fenomeni atmosferici, o quando osservava le illustrazioni colorate dei suoi libri di scuola.
 
Al suolo sembrava farina, o forse panna montata…
 Ma MENTRE  CADEVA ?! Non somigliava a NIENTE! Non aveva mai visto nulla di simile, di così bianco ed ovattato, e che riusciva a
 RALLENTARE i tempi di impatto con il suolo man mano che vi si avvicinava.
 
 Era magica! Gianna pensava che la neve fosse magica.
 
 
 Sua madre dormiva ancora…era domenica e non avrebbe voluto svegliarla alle sette del mattino…
Ma l’impazienza di vivere fino in fondo quell’esperienza irrepetibile era troppo forte!
 
 Così decise di vestirsi in fretta per correre in cortile ad abbracciare la neve, ma mentre girava per casa urtando nelle sedie alla ricerca degli scarponcini e del berretto di lana ,Katia apparve all’improvviso sulla soglia.
 
"Che succede stamattina?"
 
 "Mamma, è arrivata la neve! Vado fuori a giocare, aiutami a trovare i guanti."
" La neve…Che bello! E’ per questo che stanotte ho sognato un angelo bianco che accendeva una candela…".
 
 
Nerone, il gatto di casa, con un balzo saltò sulle ginocchia della sua padrona, che nel frattempo si era rannicchiata su uno sgabello sbadigliando e scompigliandosi i capelli con aria sognante.
Ma Katia si scosse di colpo, i suoi "figli" avevano bisogno di lei : Nerone aveva fame e Gianna doveva completare la sua "vestizione".
 
"Metti due paia di calzettoni altrimenti avrai freddo. Prendi questa sciarpa che è più pesante, e non togliere mai il berretto se no ti si gelano le orecchie."
 
In pochi minuti Gianna era sparita per le scale, mentre Katia rientrava in sè stessa, si preparava il primo caffè del mattino e apriva una scatoletta per Nerone.
 
 
 Fuori il biancore aveva acceso tutte le sue possibilità…e Katia riprese a sognare dietro il vetro appannato, soffiando sul caffè caldo che sorseggiava lentamente.
Le tornava in mente quel pupazzo di neve…tanti anni prima…
 
 Come le somigliava Gianna! Certe volte si leggevano dentro reciprocamente, e poi scoppiavano a ridere …Strano, di solito sono i maschietti che somigliano alle madri.
 
 
Intanto Gianna,in cortile, "respirava" la neve correndo con la testa rovesciata all’indietro e la bocca aperta.
Faceva a "pallate" con i suoi amichetti e godeva fino in fondo di tutte le nuove esperienze sensoriali che la vita le aveva regalato in quella sorprendente mattinata invernale.
 
D’improvviso però pensò alla sua mamma, voleva in qualche modo condividere con lei la gioia che provava…voleva farle un regalo…una sorpresa.
 
Così prese una manciata di neve e la depositò in un contenitore di plastica che aveva trovato dietro un cespuglio.
 
Avrebbe portato la neve alla mamma, le sarebbe senz’altro piaciuta! Gianna chiuse il contenitore e lo accantonò vicino ad un muretto per continuare a giocare con i suoi amici, e un’ora dopo recuperò il suo regalo prima di rientrare a casa.
 
 
"Mamma, guarda cosa ti ho portato!"
"Fammi vedere!
Che meraviglioso mucchietto di neve! Così bianco e soffice! Lo sai che è pieno di bellissimi cristalli invisibili ?"
 Gianna sbirciò velocemente nel contenitore e violenta le salì da dentro la delusione.
"Mi stai prendendo in giro! E’ SOLO  ACQUA! E’  FINITA  LA  MAGIA…PERCHE’ ? Era neve…ed ora è solo acqua…"
 
 "No, è neve bellissima!  Guarda con gli occhi del cuore!"."  ..
 
 
 
 
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.. LETIZIA…

 
 
  "…ABBI  CURA  DELLA  TUA  ANIMA  E  DEL  TUO
 
  CORPO  ZIETTA,  LI  HAI  ENTRAMBI  STUPENDI  E
 
  FAI  SENTIRE  RICCA  ANCHE  ME…."
 
 
 
  Questo intervento è dedicato a te LETIZIA.
 
Era da tanto tempo che volevo farlo e approfitto dell’ultimo messaggio che mi hai inviato per concentrarmi sul calore delle tue parole e rievocare i tratti salienti della tua essenza.
 
 Quando stringiamo qualcosa nel pugno, è quello che resta nel momento in cui lo apriamo all’improvviso, ciò che conta ;
ciò che scivola via è destinato a perdersi .Quello che resta di te dentro la mia mano e il mio cuore, è la GRANDEZZA del TUO cuore,
 la generosità e la semplicità.
 
" A volte mi manca il coraggio.." dici.
 E non ti sembra bello il saperlo ammettere?
 
Io non ci riesco, il coraggio me lo debbo sempre imporre! Anche quando avrei bisogno soltanto di dire "Scusatemi, ho paura…"
 
Ti voglio bene perchè sei la più tenera e la più dolce delle giovani donne, e perchè anche quando sbandieri le tue "Spigolosita’ SEI
 autentica e trasparente.
 
La vita non è stata avara di dolori con te…dall’infanzia…..alla prima
 giovinezza….
  Ma oggi stai vivendo un moto di speranza, un germoglio luminoso che ti fa vibrare…e che intravedi appena.
Ti auguro con tutto il cuore che questo barlume di felicità attecchisca, che non sia effimero, e che si consolidi!
E’ questo ciò che desidero per te!!!!
 
 Le nostre vite parallele non si sono mai incrociate assiduamente e con regolarità…. ( vulcanica la mia…disseminata di eventi la tua).
 
 Ma ho delle immagini, dei suoni, degli odori….che conservo gelosamente.
 
 Quelle domeniche a casa dei nonni, al mare…..
 
 Io che studiavo in una stanza, tu e Diego che giocavate sul terrazzo….. Che tenerezza le vostre voci di bambini in lontananza!! Tu avrai avuto otto o nove anni e Diego due o tre.
 Rovesciavate le sedie e sotto lo sguardo indulgente e divertito 
della nonna, le coprivate con coperte e asciugamani…per costruire delle "belle casette" in cui vi infilavate.
 Diego si ricorda ancora "le belle casette" che costruiva con Letizia !
 
 E io studiavo, testarda e solitaria, e di tanto in tanto sorridevo
 ascoltando in lontananza voi due, e ascoltando i rumori rassicuranti di nonna Bianca in cucina.
Nonna/Chioccia che si occupava di tutti i suoi "pulcini",  di quella sua figlia minore "strana e ribelle"… che si voleva laureare, che voleva divorziare, che faceva discorsi mai sentiti prima….Strani anche per lei che era un’eterna  SOGNATRICE!! Una sognatrice timida e sottomessa.
 
 Ho preso da lei la mia capacità di sognare, ma io i miei sogni li
 ho sempre voluti realizzare, e ci sono riuscita nella maggior parte
 dei casi…..
 A lei i sogni bastava "cullarli" e si difendeva come poteva dal mondo "forte" che la circondava ( un marito Leone e due figlie
 Ariete!!)
 Lei si difendeva con le sue candide bugie, e a volte perdeva il filo inseguendo la sua immaginazione.
 "…Mamma, si sta bruciando qualcosa!!…"
 Storici i suoi "spaghetti scotti" e le sue sculture fatte di piccoli oggetti.
 
 Tu sei parte integrante di tutto questo,tesoro, di questi ricordi confortanti che porto ancora dentro di me.
 
 Ti voglio bene, e te ne vorrò SEMPRE.
 
 
 "… NON  TI  NASCONDERE  QUANDO  PIANGI !
 
 SEI  BELLA  COME  QUANDO  SORRIDI :
 
 E  POI,  QUESTA  E’  LA  VITA.  RICORDA  CHE  GLI
 
  AMICI  TU  LI  PUOI  SCEGLIERE…..MA  NON  PUOI
 
  SCEGLIERE  TE  STESSA  !…"
 
 
 (Grazie  Tullio  per queste parole).
 
 

A COME AMICO, F come F

 
 
 
   "…NEL  BUIO  DELLA  MIA  STANZA  TI  CERCHERO’
    CON  IL  PENSIERO. A  QUESTO  CHIEDERO’ LE 
 CHIAVI  CHE  APRONO  LA  PORTA  DEI  SOGNI.  LA’
  POTRO’  VEDERTI  IN  MILLE  MODI  DIVERSI.
  MI  SVEGLIERA’  LA  LUCE  DI  QUEL  SOLE  CHE  UN  GIORNO  FORSE  MI  CONDURRA’  DA  QUELLA  DONNA  CHE  SPEZZA  RAMETTI  DI  MIMOSA  E  RUBA  L’  ANIMA  CON  L’  INNOCENZA  DI  UNA  BIMBA…." 
 
 
 Questo intervento è dedicato a te  F. ,AMICO  MIO.
So che riconoscerai ciò che hai scritto per me, e ciò che scrivo per te…
 
Avrei potuto raccoglierlo in una mail "personale"..certo che avrei potuto farlo, i nostri
canali di comunicazione sono sempre aperti anche se silenziosi…
Invece ho preferito condividere queste parole che ti dedico ,alternate ai tuoi pensieri più profondi, per dirti che sei un Amico veramente speciale.
 
 "….CERCARE  NEI  VISI  DELLE  DONNE  IL  TUO  VISO  E’  UN  GIOCO  CHE  MI  HA  PRESO  LA  MANO.
 A  VOLTE  IMMAGINO  IL  TUO  PROFUMO,  A  VOLTE  LE  UNGHIE  DELLE  TUE  MANI,  LA  PIEGA  DEI  TUOI  CAPELLI.  CHISSA’  COME  TROVARE  TUTTO  CIO’  CERCANDO  TRA  LA  FISSITA’  DELLE  LETTERE  DELLE  TUE  PAROLE.
 MA  POI  QUELLA  SENSAZIONE  DOLCE  E  ACERBA  MI  PERCORRE…. E’  LEI.
  E  TI  RITROVO  ANCORA  UNA  VOLTA….."
 
 
  Ho pensato che era doveroso ricordare un pezzo di vita che parla di noi come siamo ora….
TORNA  A  SCRIVERMI amico mio…IN  PIENA  LIBERTA’  come facevamo lo scorso inverno…e senza le impercettibili ansie degli ultimi tempi!
 
 
"….CONTINUO  A  SCRIVERE  MESSAGGI  CON  LA  SEGRETA  SPERANZA  DI  DONARTI  BRICIOLE  DI  SOLE,  QUEL  SOLE  CHE  SCIOGLIERA’  LE  TUE  PAROLE.
 CONTINUO  A  SCRIVERTI  PAROLE,  PERCHE’  DI  PAROLE  INTRECCIATE  TU  POSSA  FARNE  UNA  SCALA  CHE  TI  SALVI  DAL  TUO  POZZO.
 CONTINUO  A  DISEGNARE  LE  LINEE  DEI  TUOI  OCCHI,  DEI  TUOI  GRANDI  OCCHI  SCURI,  CON  LA  SEGRETA  PAURA  DI  PERDERMI  IN  QUELLO  CHE  SO  ESSERE  IL  POZZO  PIU’  PROFONDO.
 CONTINUO  A  SCRIVERE, SO  CHE  IL  SOLE  VERRA’.
 HO  INTERROGATO  LE  STELLE :
  LA  PIOGGIA  DI  APRILE  AVRA’  IL  TUO  SAPORE…."
 
 
 Mi dispiace se involontariamente ho potuto turbare la tua sensibilita’… Torna a comunicare con me!
 Mi mancano le nostre riflessioni, mi manca la dimensione onirica dei nostri viaggi mentali.
 
 
  "…MARZO, IL  MESE  DEL  CIELO  CAPRICCIOSO E  DELL’  ARIA  TERSA,  ANCORA  TAGLIENTE  MA  GIA’  PRONTA  AD  ACCOGLIERE  I  CORPI  NUDI  DEGLI  AMANTI.  L’  ODORE  DELL ‘ERBA  TAGLIATA,  IL  VERDE  ANCORA  GIOVANE  DELLE  FOGLIE  CHE  HANNO  ABBANDONATO IL  LORO  GUSCIO  ACCARTOCCIATO.
L’  ACQUA  CHE  IMPETUOSA  RISUONA  NEI  FOSSI  E  LA  MANO  DI  UN  BAMBINO  CHE  TORNA  A  IMMERGERSI  DOPO  IL  GELO  DELL’  INVERNO.
UN  MESE  CHE  PORTA  ANCORA  IL  FREDDO  DELLA  NEVE  MA  CHE  LASCIA  INTRAVEDERE  I  BAGNI  DI  SOLE  E  DI  LUCE…. LO  SO  CHE  TU  SEI  QUESTO…  LO  SENTO…
 E  QUESTO  MI  PIACE  TROPPO…."
 
 
  Lasciamo che le cose della vita seguano il loro corso naturale! Non serve a niente catalogare, programmare, sezionare…Viviamo con semplicità le gioie della nostra Amicizia, F. ( F come F.) 
 
 
  "…. LEGGERE  I  TUOI  MESSAGGI  LASCIA  SEMPRE  UNA  TRACCIA  DOLOROSA  NELLA  MIA  ANIMA.
 ANCHE  QUANDO  MI  RACCONTI  STORIE  DI  FELICITA’  E  DI  ESTREMO  PIACERE,  SEMPRE  UNA  GOCCIA  DI  DOLORE  RESTA  SULLE  MIE  LABBRA,  ED  E’  IMMANCABILMENTE  QUELLO  IL  SAPORE  CHE  PORTO  CON  ME.
 FORSE  E’  QUESTA  DOLOROSA  REALTA’  CHE  RENDE  LA  TUA  FIGURA  COSI’  MAGNETICA ?
  NON  RIESCO  A  DIRLO.
 DI  TE  NON  HO  NULLA,  SOLO  SOGNI.  PARLAMI  ANCORA  DI  TE,  IMIEI  SOGNI  NON  POSSONO  FARCELA  DA  SOLI….".
 
 
 
 
 
 
 

L’ ALTRO LATO DELLA LUNA

 
 
   "….  CONTIGO  APRENDI’  A  VER  LA  LUZ  DE  
 
 
     L’ OTRO LADO  DE  LA  LUNA…."
 
 
 
 
 E’ il verso di una bellissima canzone sudamericana
 
 che io e Henry cantavamo…Uno di quei boleri
 
dissonanti ,armonicamente suggestivi ,
 
  pieni di atmosfera.
 
 
" CON  TE  HO  IMPARATO  A  VEDERE  LA  LUCE  DELL’  ALTRO  LATO  DELLA  LUNA…" .
 
 
L’altro lato della luna….un mistero che ha riempito
 
 nei secoli pagine e pagine di letteratura.
 
Io preferisco pensare che in fondo non sia  che
 
 un luogo ignoto come un altro…o quasi… un luogo
 
 dove poter consegnare i segreti della parte più
 
profonda della nostra anima…Quelli che non
 
 diciamo a nessuno…neanche a noi stessi.
 
 
 I nostri segreti impalpabili a cui non sappiamo dare
 
 un nome e che ci appaiono come "Moti Spontanei"…
 
 Li raccogliamo stringendo gli occhi, e soffiando
 sulle dita
  li affidiamo al vento perchè li porti a
 
 destinazione…sull’altra faccia della luna.
 
 
 Poi all’improvviso arriva nella nostra vita qualcuno
 
 che ci sa leggere dentro…e che ci illumina….e
 
illuminando noi, riesce ad illuminare anche l’altro
 
 lato della luna.
 
Noi non riusciamo a capire …vorremo spiegarci
 
 le circostanze, le motivazioni…vorremo come al
 
 solito poter dare  UN  NOME alle cose.
 
 
Ma le cose esistono anche se non hanno nome,
 
e il nome è la parte meno importante di loro.
 
 
Della luna amo il silenzio.
 
 
Io che sono così solare,chiassosa, vivace,
 
esuberante… amo il silenzio vibrante
 
della luna ..perchè  possiamo ritrovare
 
 veramente noi stessi solo dopo che ci siamo persi
 
all’infinito…nel buio e nel silenzio.
 
 
E quando questo accade…è meraviglioso.
 
 
Quando ritroviamo noi stessi sentiamo una grande
 
 pace…Allora ci viene spontaneo dire a chi ci
 
 trasmette energia mentale:
 
 
" PARLA….TI  STO  ASCOLTANDO…." 
 
 
 
 
  "CIAO  CREATURA  DOLCISSIMA !!" iniziava così l’SMS
 che mi hai inviato oggi DANIELA….
Ti ho risposto subito, penso spesso al nostro viaggio in Sicilia, e alla scoperta della tua amicizia, così "fresca" e spontanea, come un fiore di campo…Ti aspetto, e ti abbraccio !"
 
 
 
 
 

I GATTI LO SAPRANNO….

 
 
  "…E  Cesare perduto nella pioggia sta aspettando da sei ore il suo amore ballerina…"
 
 
Quando molti anni fa uscì "Alice guarda i gatti" di
Francesco De Gregori, io riconobbi subito all’interno del linguaggio ermetico della canzone, il riferimento esplicito a CESARE  PAVESE e a un triste episodio
della sua breve vita.
 
 Io vorrei ricordare Pavese nel periodo in cui il suo lirismo si fece più intenso e scrisse la raccolta di poesie "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi".
 
Fu nel ’50, mentre viveva l’emozione di un amore struggente nella splendida cornice di una primavera romana, un anno prima di morire suicida.
 
 Di questa raccolta voglio ricordare in particolare
QUESTA poesia:
 
  " I  GATTI  LO  SAPRANNO
 
 
Ancora cadrà la pioggia
sui tuoi dolci selciati,
una pioggia leggera
come un alito o un passo.
Ancora la brezza e l’alba
fioriranno leggere
come sotto il tuo passo,
quando tu rientrerai,
tra fiori e davanzali
i gatti lo sapranno.
 
Ci saranno altri giorni,
ci saranno altre voci.
Sorriderai da sola.
I gatti lo sapranno.
Udrai parole antiche,
parole stanche e vane
come i costumi smessi
delle feste di ieri.
 
Farai gesti anche tu.
Risponderai parole
viso di primavera,
farai gesti anche tu.
 
I gatti lo sapranno,
viso di primavera;
e la pioggia leggera,
l’alba color giacinto,
che dilaniano il cuore
di chi più non ti spera,
sono il triste sorriso
che sorridi da sola.
 
Ci saranno altri giorni,
altre voci e risvegli.
Soffriremo nell’alba,
viso di primavera. "
 
 CESARE  PAVESE
 
 
 
 
 C’è poi, una poesia che Pavese scrisse in un periodo precedente….ma che tanto impatto emotivo ha avuto nella MIA vita e nelle scelte che ho fatto.
Eccola:
 
 
 "LIBERTA’
 
 
E allora noi vili
che amavamo la sera
bisbigliante, le case,
i sentieri sul fiume,
le luci rosse e sporche
di quei luoghi,il dolore
addolcito e taciuto…
 
Noi strappammo le mani
dalle vive catene
e tacemmo,
ma il cuore
ci sussultò di sangue,
e non fu più abbandonarsi
al sentiero sul fiume.
 
Non più servi,
sapemmo di essere
soli e vivi.  "
 
 
CESARE  PAVESE
 
 
 
 
 
…"…Sei venuta di marzo
sulla terra nuda,
il tuo brivido dura.
Sangue di primavera,
anemone o nube,
il tuo passo leggero
ha violato la terra.
Ricomincia il dolore…"