LETTERA AD UN BAMBINO MAI NATO

 
 
  Saresti il mio primogenito,
e avresti sempre occupato lo spazio che ora sei tornato ad occupare dentro di me.
 
Ma ora so che in realtà non te ne sei mai andato, che hai continuato in quell’angolino della mia anima
 a mettere radici e a segnalare indirettamente la tua presenza servendoti di tutto ciò che accadeva nella mia vita.
Ora so di averti riconosciuto di volta in volta nelle cose e nelle persone che in passato ho amato.
Un segnale vago….un senso di smarrimento profondo.
 Potrei farti il ritratto, e saresti, SEI, così simile a me !!!!!
 Un giovane uomo sensibile, appassionato, amante della profondità degli abissi e degli spazi siderali.
Litigheremmo tutto il giorno !!  E poi la sera ci abbracceremmo esausti perchè non potremmo fare a meno l’uno dell’altra….
 
 Se tu fossi quì ora con me, lotterei con tutta me stessa per aiutarti a costruire la strada dei tuoi sogni, perchè non ci sarebbe,  NON  C’ E’, amore
 più grande di quello che sento per te.
 
 Le nostre strade si erano incrociate troppo presto….. io ero ancora una bambina, e ci siamo persi prima di conoscerci.
 Ma una parte di te è rimasta inconsapevolmente dentro di me in tutti questi anni, e solo ora riconosco i segnali della tua presenza, disseminati nel tempo.
 
 Ma sei anche il mio dolore più grande, un livido enorme che non guarisce mai,
il rimpianto di non averti mai cullato,
di non aver mai porto il seno per nutrirti,
di non aver mai asciugato le tue lacrime,
di non aver mai acceso i tuoi sogni con la mia fantasia,
di non averti mai dato il coraggio che spinge all’azione
 e l’amore che spinge alla generosità.
 
Sei nato altrove……
 
 
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NOTTE DI SAN LORENZO

 
 
  "… 10  AGOSTO,  IO  LO  SO  PERCHE’ TANTO
  DI  STELLE  NEL  CIELO  SFAVILLA…." 
 
 
 
Avevo espresso un desiderio mentre ero tra le tue braccia in questa notte di San Lorenzo.
 
Su di noi,il cielo come tetto, la spiaggia come giaciglio.
Mi avevi sussurrato "Sei così lontana …"
 mentre rapide traiettorie di fili d’argento si intrecciavano lassù.
Come si può non essere lontani quando si esprime un desiderio? Un desiderio è qualcosa che ancora non esiste e che vorremmo con tutto il nostro essere che si realizzasse, non c’è spazio per nessuno tra noi e i nostri desideri !
 I desideri legati alle code delle comete poi,
 sono qualcosa di segreto, di intimo, di inconfessabile, avrei voluto dimenticare di colpo il mio desiderio subito dopo averlo espresso……
 Solo così avrebbe conservato intatta la sua forza naturale.
 
 Avevi detto che la mia pelle sa di albicocche, di limone maturo e di alghe marine, e che la passione ti fa dimenticare di alzare gli occhi al cielo per ammirare le stelle cadenti…..
" Usa l’immaginazione allora" Avevo risposto.
 " Cerca in me le comete della  notte di San Lorenzo, io ti aiuterò innestando il mio pensiero nel tuo…Ti guiderò nei percorsi delle galassie interiori, e ogni scintilla che sfiorerai tremando, ti apparterrà per un attimo.
 In fondo…molto in fondo a tutto questo, forse riuscirai ad afferrare con un guizzo il segreto delle mie stelle cadenti, conservandone, inconsapevole, l’essenza e l’aroma…ma solo per un attimo.
 
Non vorrò conoscere allora il desiderio che avrai espresso e che non ricorderai mai.
E tu non saprai mai il mio."
 
 

BARBARA

  
 " Se hai un sogno, devi difenderlo." 
 
 
 
 
 
 Sono quì,alla guida della mia C3 nera, aria condizionata, occhiali da sole, grinta serena.
metto la mia musica preferita mentre corro un pò spericolata sulla Cassia, direzione Nord, verso il lago di Bracciano, a Trevignano Romano per ritrovare te, BARBARA.
 
 Il sole d’agosto filtra attraverso il parabrezza, conosco bene la strada…. stavolta non "inventerò" inconsapevoli percorsi alternativi dopo essermi persa perchè distratta da un albero o da un fiore, o da uno strano raggio di luce.
 
La strada per tornare a vederti è tutta una preparazione all’incontro con te : A  POCO  A  POCO  DIVENTA  "INTERIORE".
 
La curva del lago alla mia sinistra mi inonda di luce, i cespugli e i boschi fittissimi alla mia destra e davanti a me , parlano di nascondigli segreti, dei suoni flautati del vento tra le foglie, di tempeste improvvise e di sussurri di usignoli feriti.
 
E m’immergo di nuovo nel tuo mondo Barbara,
 entrando nel giardino incantato dove ogni foglia, ogni albero, ogni fiore ha assorbito la tua essenza.
E ti guardo, così "bella" così composta, serena, dignitosa, sapiente di una sapienza che non è fatta di concetti ma intuizioni.
 Sei fragile, calma e forte sulla tua sedia a rotelle, compagna inseparabile nel tempo che scorre.
 E sei tutta "dentro", perchè ciò che emerge fuori è solo lo strascico di frammenti di luce che nuota nei tuoi occhi verdi.
E’ un mondo "acquatico" il tuo, di suoni attutiti e di guizzi improvvisi, un mondo così lontano da me, che sono donna di fuoco e di vento.
 
Ma la natura mi ha dotato di una capacità di comprensione che supera la mia essenza e che si fa catturare dalla curiosità di ciò che è "diverso", tanto diverso da me ,come sei tu, Barbara, che somigli tanto a mia madre, con quel fascino impalpabile e discreto, e la voce profonda che discorre  di paure ataviche, di "ritrovamenti" casuali, di sogni ricorrenti e di desideri a fior di pelle.
 
Facciamo il giro del giardino e tu mi parli di ogni
 pianta, di ogni albero, di ogni fiore.
E ogni pianta, ogni albero, ogni fiore, sentendosi menzionato da te sembra trasalire di un fremito impercettibile,e poi arrossire e impallidire…..
 
 La giornata volge al termine, abbiamo parlato a lungo e abbiamo ascoltato molto più a lungo…
 
 Ma ciò che porto dentro di me tornando a casa è un’emozione diversa.
 
 Tutto ciò che puoi insegnare agli altri consiste nel fatto che tu  ESISTI.
 E io volevo ritrovarti per rinnovare dentro di me questa consapevolezza,
 Non è solo la dignità con cui convivi con la tua infermità a colpire, è qualcosa di più che tu regali agli altri, semplicemente  VIVENDO e mostrandoti.